Gita a Spello e Rasiglia - UICI RA sabato 20 giugno 2026

È sabato 20 giugno,sono le 7 del mattino,siamo in circa 50 persone, ci imbarchiamo su un pullman, ha inizio una nuova gita dell’Unione dei Ciechi e degli Ipovedenti della provincia di Ravenna assieme a soci e simpatizzanti.

Questa volta le destinazioni sono Spello e Rasiglia, in Umbria. Raggiungiamo Spello dopo circa 3 ore di viaggio, è una giornata molto calda, con temperature previste fino a 39 gradi. Si tratta di una cittadina di circa 8200 abitanti, che si trova sulle pendici del monte Subasio, a circa 280 metri di altezza. E’ qui che incontriamo la nostra guida: Barbara. Sembra che la città sia stata fondata dalla popolazione locale degli Umbri. Il territorio era fertile e con abbondanza di acqua per cui i primi abitanti della zona si dedicarono prevalentemente all’agricoltura, in particolare alla coltivazione dell’ulivo, con relativa produzione di olio e della vite con produzione di vino, oltre all’agricoltura in genere. Gli antichi Umbri costruirono delle mura attorno alla città. Intorno al 295 a.C. i Romani conquistarono Spello insieme all’Umbria e a buona parte dell’Italia centrale. La città infatti presenta il tipico impianto di due strade principali che si intersecano : il cardo e il decumano . Per la costruzione degli edifici e delle mura fu abbondantemente utilizzata la pietra di colore bianco rosato proveniente dalle cave del Monte Subasio. Le mura romane furono costruite sul basamento delle antiche mura umbre e sono tra quelle meglio conservate in Italia. Intorno al XI secolo cominciò a svilupparsi il borgo medioevale formato da strade e vicoli, palazzi di pregio, strade e piazze molto ben costruiti e curati. Lo sviluppo del paese avviene a forma di cono, la parte bassa di questo è formato dalle case popolari più semplici, a metà vi sono le case borghesi, meglio costruite e rifinite, nella parte più alta vi sono meno abitazioni, ma si tratta dei palazzi più eleganti abitati dai signori e dai nobili. Sono presenti corti, balconi e vicoli molto ben tenuti, ornati da fiori. L’acqua si attingeva da pozzi e cisterne, scavate nel sottosuolo ad opera dei Romani, alimentati dalle abbondanti acque dei fiumi del luogo. Le strade erano strette, sia per difendersi da aggressori esterni, che per difendersi da avversari interni appartenenti a famiglie rivali che si contendevano tra di loro il potere e il dominio della città. Durante il Rinascimento a partire dal 1200 e fino al 1500 a Spello eseguirono delle importanti opere d’arte artisti come il Perugino, Raffaello Sanzio, Pinturicchio. A quest’ultimo autore sono attribuiti gli affreschi della Cappella Baglioni annessa alla chiesa di Santa Maria Maggiore. Sul lato sinistro della volta della Cappella Baglioni viene raffigurata l’annunciazione, accanto su un falso pilastro si trova un autoritratto del Pinturicchio. Nella regione centrale della volta è affrescata una natività in cui la Madonna interagisce con San Giuseppe e col figlio Gesù, intorno più vicini sono raffigurati i pastori e più discosti i Re Magi, più in là una capanna in stile romano, a lato vi è la rappresentazione di Gesù nel tempio mentre discute con la gente. Questo affresco è stato eseguito dal Pinturicchio nel 1501, è molto ricco di figure umane, di elementi naturalistici: alberi, piante, paesaggi, una vera esplosione di creatività. La Cappella Baglioni è uno dei capolavori di Spello e del Pinturicchio. All’interno della chiesa di Santa Maria Maggiore, sulla parete di destra vi è un dipinto di Giacomo Giorgetti,la tela raffigura un crocefisso ai piedi del quale vi è la figura di san Francesco con le stimmate. Ciò per far capire plasticamente ai fedeli del tempo che, visto che San Francesco era stato il primo santo ad avere le stimmate dopo Gesù Cristo, i fedeli dovevano cominciare a capire e ad accettare che questi aveva realmente ricevuto le stimmate come Gesù e questo sarebbe potuto accadere in seguito anche ad altri santi e non era una caratteristica unica e irripetibile di Gesù Cristo. In questa chiesa vi sono due importanti opere di Pietro Vannucchi, detto il Perugino. La prima è un affresco della pietà, posto vicino all’altare, in cui si vede il Cristo sorretto da angeli e con accanto le figure di Maria Maddalena e Giovanni Evangelista, la seconda è una tela raffigurante la Madonna in trono con bambino con accanto San Biagio e Santa Caterina d’Alessandria, posta vicino ad un altro altare. Visitiamo poi la Chiesa di Sant’Andrea, di grandi dimensioni, che fu iniziata intorno al ‘300 e più volte modificata e rimaneggiata nel corso dei secoli, fino al ‘900. Questa chiesa è di grandi dimensioni, a navata unica. In origine la chiesa prese il nome di Andrea Caccioli, un santo seguace di San Francesco ed è intitolata a lui. Reca diverse cappelle con statue di santi, tra cui Sant’Andrea, Sant’Antonio in estasi, una cappella con le statue di Sant’Anna e San Gioacchino. In questa chiesa vi è un dipinto di olio su tavola raffigurante la Madonna con i Santi, opera del Pinturicchio. L’abside è poligonale e ha sul davanti un altare che poggia su colonne tortili.

 

 L’economia di Spello si regge, come un tempo, sulla produzione di olio e vino di ottima qualità, sull’agricoltura, sui prodotti tipici come formaggi, prosciutti, salumi, funghi e tartufi, sul turismo, sull’artigianato, e su produzioni industriali e artigianali, come essenze profumate e creme a base di fiori. Il luogo è bello, ben tenuto e la gente si da da fare per incentivare tradizioni locali, come la festa dell’infiorata che ha luogo per il Corpus Domini e la produzione di fiori a scopo decorativo e salutare. Questi fiori sono raccolti sulle pendici del monte Subasio, sono multicolori, profumatissimi e hanno proprietà curative, nonché vengono usati dalle donne per la bellezza del corpo. Vengono pure impiegati per ornare ed abbellire strade, vicoli, balconi o altri ambienti. Una attività alla quale si cerca di dare il massimo impulso è il turismo. Il borgo è pulito, tranquillo, ricco di storia e di opere d’arte, vi è una buona cucina, la gente è accogliente, dunque non mancano gli incentivi per fare una gita o una vacanza in questo luogo. Nel pomeriggio, dopo aver pranzato alla spicciolata nei ristoranti del paese ci imbarchiamo di nuovo sul pullman per raggiungere la seconda destinazione della nostra gita: Rasiglia. Questo è un borgo caratteristico, ancorato per lo più al passato, dal 1400 fino agli anni ’70 del ‘900. La grande abbondanza di acqua proveniente dal fiume Menotre è stata imbrigliata in canali il cui flusso di acqua è regolato da chiuse. Questa acqua ora viene solo imbottigliata, ma un tempo si adoperava per lavare le pecore, che poi venivano tosate e la lana ottenuta veniva lavorata con dei grandi telai e se ne ricavavano soprattutto coperte o altri tessuti, che hanno dato lavoro alle comunità locali dal 1400 fino agli anni 70 del ’900. Inoltre la forza dell’acqua metteva in movimento le pale dei tanti mulini che producevano la farina di grano e di granturco per ricavarne pane e altri cereali che alimentavano la popolazione locale e del circondario. Nel ‘900 con quest’acqua fu prodotta per alcuni decenni anche energia elettrica. Questa particolare comunità ebbe un grande declino quando la lana, la farina e l’elettricità furono prodotti con sistemi industriali e tutto fu abbandonato e dismesso. Ora mi pare di capire che una minoranza di nostalgici vorrebbe far rivivere questo borgo, ma ritornare al passato, ricominciare è arduo, perciò questo meraviglioso borgo rimane un’attrazione turistica. E’ un posto dove vivono e cercano di lavorare pochi nostalgici senza un progetto concreti che sarebbero realizzabili con adeguati finanziamenti. Dopo questa full immersion nel passato di questo luogo affascinante ritorniamo a bordo del nostro pullman , verso le 17.30, che ci riporta a Ravenna.

Ravenna 22/06/26          Riccardo Satriano