Leggi speciali per non vedenti

Persone con disabilità visive: lavori tradizionali e nuove frontiere. 
 
In Italia trovare oggi un posto di lavoro è difficile per tutti. Ancor più per la categoria dei disabili e, a maggior ragione, per i ciechi e gli ipovedenti. Sia perché oggettivamente le persone con disabilità visive non possono accedere allo stesso numero di professioni delle altre persone (basti pensare a professioni come quella di autista, poliziotto, grafico pubblicitario e molte altre), sia perché vi è l’erronea diffusa opinione che un non vedente non renda una prestazione lavorativa all’altezza di un vedente. 
 
Tradizionalmente, i non vedenti sono stati avviati ad alcune professioni quali il centralinista, il massaggiatore e il fisioterapista, l’insegnante e il musicista, che, in ogni caso, restano ancora di grande attualità. Ciò principalmente per effetto delle leggi speciali che, nel corso degli anni, il Legislatore ha voluto emanare per facilitare l’inserimento dei non vedenti in determinati ma circoscritti ambiti. 
 
L'informatizzazione, ora però, sta facendo emergere sia nel pubblico che nel privato altre professioni specializzate potenzialmente accessibili, abbattendo le barriere grazie all’utilizzo di ausili. Professioni come quelle di analista programmatore e di addetto alla gestione di reti si sono dimostrate alla portata dei disabili visivi, grazie a supporti come tastiere Braille e dispositivi per la sintesi vocale, che consentono anche ad un lavoratore non vedente o ipovedente di gestire autonomamente i sistemi informatici sia in locale che da remoto. 
 
L'implementazione dei canali telematici per l'erogazione di servizi (e-gov) e perfino la comunicazione pubblica tramite i social media potrebbero offrire anch’essi spunti in questo senso, sempre ovviamente adattando le postazioni di lavoro. Una gestione datoriale (pubblica e privata) a 360 gradi del benessere lavorativo come leva dell’innovazione e della produttività dovrebbe sempre tenere conto anche di queste esigenze, mettendo in campo risorse che valorizzino le potenzialità del personale non vedente. 
 
Pertanto si può confermare che, oggi più che mai, i ciechi e gli ipovedenti possono potenzialmente accedere a molteplici professioni grazie alle nuove tecnologie e al sempre maggior grado di professionalità acquisita. Scarica il documento in allegato per leggere tutta la normativa.